Storia di uno scatto

Nel 1971 mi trovavo in Germania, in Spagna Franco era al potere da decenni ormai e i giovani internazionalisti erano mobilitati contro quella dittatura eterna e violenta, che in piena
Europa, spudoratamente, privava il popolo spagnolo della libertà e della democrazia. Ricordo gli ultimi fatti di cui ci giungeva voce: Franco aveva l’intenzione di “garrotare” un altro dissidente, ma il Partito Comunista Francese e quello Spagnolo stavano organizzando una manifestazione di protesta a Montreuil, sarebbe intervenuta Dolores Ibarruri, la mitica Pasionaria, emblema dell’antifranchismo militante… C’era l’intenzione di unire le forze antifasciste europee per imporre un cambiamento democratico in Spagna. Furono organizzati treni e trasporti di ogni tipo, bisognava esserci: nelle stazioni di Parigi dai treni scendevano migliaia di militanti, fra i quali tantissimi spagnoli rifugiati in Europa. Io partii da Francoforte con una corriera di spagnoli, volevo essere presente e documentare quell’evento che scuoteva le coscienze. Ci fermarono alla frontiera e volutamente ci fecero perdere tempo, la manifestazione era prevista per le 15.00, eravamo in ritardo… Alla fine ci lasciarono ripartire, ma quando arrivammo Dolores Ibarruri era già diretta verso il palco: non avrei mai potuto raggiungere una buona postazione seguendo il percorso previsto per i fotografi e la stampa, gestito in modo molto rigido dal servizio d’ordine francese e spagnolo. “Dovevo” scavalcare la recinzione: sul retro del palco c’era un albero, mi ci arrampicai e ne saltai giù esattamente a pochi metri dalla Pasionaria, accerchiata dal servizio d’ordine e da dirigenti francesi e spagnoli, tutti diretti verso il palco, in un clima elettrico fra la folla che esultava dietro la recinzione e il megafono che dava istruzioni a gran voce; l’occasione era perfetta, cominciai a scattare e nessuno osò chiedermi nulla… fino a quando una voce dalla folla chiamò Dolores, lei riconobbe qualcuno che le era caro e volle andare a salutarlo, dirigendosi improvvisamente verso la transenna che la divideva dal pubblico: è stato un attimo in cui anche le sue guardie del corpo rimasero spiazzate e io riuscii ad affiancarla mentre lei tendeva le mani felice verso la sua gente; alzai la macchina, scattai.

Quella fotografia fu il simbolo dell’intera giornata: l’intensità di quell’incontro così spontaneo rappresentava tutto quello in cui si credeva ed era quasi un passaggio di consegne, dalla storia della Pasionaria a quelle mani protese a raccoglierne l’energia.

E’ una foto che ha percorso molta strada, anche indipendentemente da me: in Cile fu utilizzata nella propaganda contro il regime di Pinochet, Francisco Brugnoli e Nemesio Antunez che erano amici di mio fratello me la chiesero, fu un modo di contribuire alla resistenza di un altro popolo oppresso.

Cartolina pieghevole realizzata in Cile nel 1982 su iniziativa dell’artista Francisco Brugnoli che scrive a mio fratello Luciano per farmi sapere che la mia foto era un contributo alla propaganda antifascista cilena. Francisco Brugnoli e Nemesio Antúnez erano due importanti artisti cileni che si stavano molto esponendo contro il regime di Pinochet con un’opera di resistenza culturale, Brugnoli in Cile e Antúnez da esule in Europa.

Negli anni ottanta incontrai a Roma una ragazza basca che mi disse che avrebbe incontrato la Pasionaria in Spagna: le affidai dieci stampe della foto da consegnarle, tempo dopo me ne riportò cinque firmate, di cui una dedicata amichevolmente a me… mi sembrò che in qualche modo si fosse chiuso un cerchio.

Molto tempo dopo, negli anni di internet, mi imbattei nel documentario che un gruppo di volontari aveva realizzato al Parc Montreau per poi farlo girare clandestinamente in Spagna. Mi vidi, mentre raggiungevo Dolores Ibarruri sgusciando fra la gente che la circondava e poi, in quel momento di rottura degli schemi in cui lei si dirigeva verso la folla, le mie mani alzavano la macchina…
Il filmato è tuttora custodito presso il Fondo Ciné-Archives, visibile online; ho chiesto e ottenuto la possibilità di utilizzarne lo spezzone di pochi secondi che mi riguarda, per cui un altro cerchio si chiude: l’immagine del fotografo nel momento in cui scatta la sua foto…

Lo spezzone di filmato appartiene al documentario El mitin de Paris / Paris, Juin 1971, girato durante la manifestazione.
Attualmente il filmato è conservato presso il fondo ciné-archives (www.cinearchives.org) che ringrazio per la concessione.